Frontespizio

Le conclusioni provvisorie sono come i massi che ci consentono di attraversare un piccolo fiume: saltiamo dall'una all'altra, e possiamo farlo di volta in volta solo perché i "massi" precedenti ci hanno portato a quel punto.

«Che cosa rimane del pensiero critico, se rinuncia alla tentazione di aggrapparsi a schemi mentali, a retoriche e ad apparati argomentativi prefabbricati e di sicuro effetto scenico (manicheismo, messianismo, settarismo, complottismo, moralismo e simili...)? Non perde forse la sua capacità di attrarre l'attenzione dell'uditorio distratto facendogli sentire il suono delle unghie che graffiano la superficie delle cose?» può domandarsi qualcuno.
No, al pensiero critico non servono “scene madri” né “effetti speciali”; anzi, quanto più si dimostra capace di farne a meno, tanto più riesce a far comprendere la fondatezza e l'urgenza dei propri interrogativi. (In my humble opinion, of course!)

Visualizzazione post con etichetta Idealizzazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Idealizzazioni. Mostra tutti i post

sabato 18 giugno 2011

Combattiamo le ingiustizie, ma non esageriamo coi "soggetti messianici"

Spesso in passato, ma anche attualmente, si è fatta e si fa una certa confusione fra il ruolo sociale che un determinato soggetto ha (e le ingiustizie e discriminazioni che subisce a causa di quel ruolo) - o la sua identità di genere, etnica, ecc. - e le qualità personali del soggetto stesso.
Da questa confusione derivano conseguenze notevoli, nelle teorie, nei discorsi, nelle concezioni personali di ciascuno e soprattutto nel comportamento quotidiano; ma derivano anche fraintendimenti, illusioni e abbagli (ma talvolta anche mistificazioni) che possono purtroppo riflettersi negativamente sull'applicabilità e la "praticabilità" delle teorie stesse - anche delle più valide e condivisibili.

lunedì 6 giugno 2011

L'abusato mito del "passato felice": maneggiare con cura

Quando qualcuno esalta acriticamente situazioni o istituzioni del passato, o interi periodi storici, presentandoli come perfetti, idilliaci e/o immacolati, bisogna diffidare: sta barando. Come minimo, omette strategicamente di presentare all'interlocutore anche tutte le brutture, gli orrori e gli "accidenti" del periodo prediletto, o decide soggettivamente di minimizzarne l'importanza, cercando di farci accettare subdolamente (ossia attraverso la suggestione della sua capacità retorica e non attraverso un esame obiettivo di tutti i pro e i contro) questa sua decisione a priori.

Licenza Creative Commons
Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.