Frontespizio

Le conclusioni provvisorie sono come i massi che ci consentono di attraversare un piccolo fiume: saltiamo dall'una all'altra, e possiamo farlo di volta in volta solo perché i "massi" precedenti ci hanno portato a quel punto.

«Che cosa rimane del pensiero critico, se rinuncia alla tentazione di aggrapparsi a schemi mentali, a retoriche e ad apparati argomentativi prefabbricati e di sicuro effetto scenico (manicheismo, messianismo, settarismo, complottismo, moralismo e simili...)? Non perde forse la sua capacità di attrarre l'attenzione dell'uditorio distratto facendogli sentire il suono delle unghie che graffiano la superficie delle cose?» può domandarsi qualcuno.
No, al pensiero critico non servono “scene madri” né “effetti speciali”; anzi, quanto più si dimostra capace di farne a meno, tanto più riesce a far comprendere la fondatezza e l'urgenza dei propri interrogativi. (In my humble opinion, of course!)

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giovedì 1 settembre 2011

Moro, filo di Arianna nel labirinto dei "gattopardi" italiani: su un saggio di Miguel Gotor

Questo periodo non è facile per l'Italia, e lo sappiamo bene: in prospettiva l'anno che abbiamo davanti non ci appare affatto roseo.
Ma questo non è l'unico momento di “difficoltà nazionale” che abbiamo attraversato (oltretutto stavolta i problemi li condividiamo con l'Europa intera); non so dire se sia “più” o “meno” difficile di altri, anche perché – ripeto – non è mica finita qui... però senz'altro certe stagioni del nostro passato sono state durissime, e dai loro drammi potremmo ricavare utili lezioni sui nostri difetti collettivi. Questo è ciò che cerca di spiegarci un denso saggio di Miguel Gotor, Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l'anatomia del potere italiano, edito quest'anno da Einaudi.

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